Da quasi cinquanta anni, Gustav Leonhardt – clavicembalista, organista e, più recentemente, direttore – è considerato uno dei più rispettati specialisti sia di teoria sia di pratica della musica antica. Acclamato per le sue numerose incisioni di musica che va dai capolavori per tastiera del primo Barocco alle sonate di Mozart, Leonhardt ha giocato un ruolo fondamentale nel portare le performace con gli strumenti di questo periodo storico a far parte della corrente principale della musica classica.
Oltre alla sua ampia attività discografica, Gustav Leonhardt ha fatto molto per promuovere la consapevolezza delle difficoltà insite nelle esecuzioni della musica antica. Come professore al Conservatorio di Amsterdam dal 1954 e come organista al Nieuwe Kerk di Amsterdam, Leonhardt ha reso l’Olanda un centro-chiave per il movimento degli strumenti antichi. In effetti si potrebbe dire che Gustav Leonhardt ha ispirato una intera generazione di artisti di musica antica, compresi Bob van Asperen (tastiere antiche e organo), Barthold Kuijken (flauto traverso e flauto dolce), e Anner Bylsma (violoncello), con il suo insegnamento e le sue performace.
Il suo antico interesse per l’organo e il clavicembalo hanno spinto Leonhardt a studiare con Eduard Müller alla Schola Cantorum di Basel. Ha anche studiato musicologia a Vienna, dove è diventato professore di clavicembalo alla Vienna Academy of Music. Ha vinto il Premio Erasmus nel 1980 e ha ricevuto la laurea ad honorem dall’università di Dallas (1982) e di Amsterdam (1983), e anche dalla Harvard University (1991). Ha pubblicato un importante stidio sull’Arte della Fuga di J.S. Bach ed è il curatore del primo volume della Sweelinck Edition. Nel 1967, Leonhardt recitò il ruolo di Johann Sebastian Bach nel film di Marie Strub sul grande musicista.