CASTENASO - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
lunedì 24 marzo 2008 - ore 20.45

Programma Concerto

 

SAGRI CONCERTI
Mottetti, dialoghi, sonate della scuola di San Petronio

 

GUGLIELMO MATTIOLI
(1857-1924)
 
Toccata brillante per organo
MAURIZIO CAZZATI
(1616 - 1678)
Audite Mortales
Dialogo a 2. Canto e Tenore del Santissimo Sacramento
 
RAFFAELE SANTOLI
(1836 - 1918)
Offertorio
 
Elevazione
 
MAURIZIO CAZZATI
(1616 - 1678)
Surgite
Voce Sola. Introduzione del Regina Cœli. Canto
 
Regina Coeli
Si canta prima l'introducione. A 3.
 
Gaude
A4 Canto, Alto, Tenor è Basso
 
Crucior
Dialogo À 2. Alto, E Basso. ANGELLO, E ANIMA. Gaudeamus Omnes
A 4. Della B.[eata] V.[ergine]
 
Ecce Panis
A4 da Capella. Per il SANTISSIMO
 
FERRUCCIO PARISINI
(1876-1923)
 
Toccata brillante di concerto
 
MAURIZIO CAZZATI
(1616 - 1678)
 
Ad cantus ad gaudia
Per la Natività di N.[ostro] S.[ignore]. Dialogo à 3. Angelo, e due Pastori
 
Eia Prudentes Virgines
Per Santa Lucia, e per qual si voglia Santa Vergine, e Martire./A5
 
Sequentia per il Spirito Santo
à 5. C.[anto] A[lto] 2. T.[enori], e B.[asso]
 

 

Organista: ANDREA MACINANTI

ENSEMBLE D.S.G.:
Soprani: FRANCESCA SANTI e SONIA TEDLA
Alti: FRANCESCO GIUSTI e JACOPO FACCHINI
Tenori: ALBERTO ALLEGREZZA e MICHELE CONCATO
Basso: GABRIELE LOMBARDI

CORO DELLA CAPPELLA MUSICALE ARCIVESCOVILE DELLA BASILICA DI SAN PETRONIO
Maestro di cappella: MICHELE VANNELLI


ANDREA MACINANTI
Andrea Macinanti
Nato a Bologna nel 1958, si è diplomato in Organo, Clavicembalo e Canto ai Conservatori di Bologna e di Parma perfezionandosi poi con Klemens Schnorr a Monaco di Baviera.
È stato scelto per rappresentare Bologna, capitale della cultura 2000, nell’ambito del Festival di Reykjavik (Islanda). Tiene corsi di perfezionamento sulla musica italiana alle Accademie estive di Nemours, Issenheim (Francia) ed è membro di varie giurie in concorsi internazionali.
È docente di Organo e Canto Gregoriano al Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna (www.conservatorio-bologna.com).
Ha inciso vari CD tra i quali hanno riscosso particolare apprezzamento di critica quello a due organi (con Francesco Tasini) e quelli per la TACTUS, dedicati all’Opera Omnia per Organo di Ottorino Respighi e alle opere organistiche inedite di Marco Enrico Bossi. Assieme a F. Tasini, ha curato numerose revisioni critiche, tra le quali i Fiori Musicali di G. Frescobaldi, l’opera integrale per tastiera di A. Scarlatti e di G.B. Martini (UT ORPHEUS), un’antologia in sei volumi di musica italiana per organo, l’Opera Omnia Organistica di M.E. Bossi (con L. Salvadori, W. Van de Pol, F. Tasini) e uno studio sull’analisi e l’interpretazione dei Trois Chorals di Franck (CARRARA); dal 1994 è codirettore editoriale della rivista «Arte Organaria e Organistica».
È membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna e del Royal College of Organists di Londra e dal 1988 direttore artistico della rassegna concertistica internazionale «Organi antichi, un patrimonio da ascoltare», il cui scopo è la catalogazione e la conoscenza del patrimonio organario antico (www.organiantichi.com). Alla pratica della musica unisce, in unica armonia spirituale, quella del Karate (è tecnico federale della FIJLKAM); ha tenuto stage sulle applicazioni musicali alle movenze del karate (karate-sound). È allievo del maestro Ivano Aristidi (6° DAN) allo Sport Village Karate di Bologna (www.sportvillage.com). Nel marzo del 2005 ha suonato alla Musashino Hall di Tokyo.
È stato insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine «Al Merito della Repubblica Italiana».

MICHELE VANNELLI
Michele Vannelli
Michele Vannelli, organista e clavicembalista, allievo di Francesco Tasini, si è diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” (Ferrara). Dal 1996 è organista della chiesa monumentale di S. Giovanni in Monte in Bologna; nel 2006 è stato nominato Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio, ove dal 2002 ricopriva l’incarico di direttore del coro. È fondatore e direttore dell'Ensemble D.S.G.
Ha tenuto numerosi concerti in qualità di direttore, maestro di coro, organista, clavicembalista e cantante, collaborando con ensembles specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco (Ensemble Concerto, dir. R. Gini; Accademia Bizantina, dir. O. Dantone; A sei Voci, dir. B. Fabre - Garrus), e partecipando a prestigiosi festival italiani ed europei (“Musica insieme”, Bologna; “Organi Antichi”, Bologna; “Angelica”, Bologna; “Centro della Voce”, Bologna; “Notti malatestiane”, Rimini; “Festival lodoviciano”, Viadana; “Festival Letteratura”, Mantova; “Trento Musica Antica”; “Festival de Sablé-sur-Sarthe”; “Scènes de Pays dans les Mauges”; “Festival de La Chaise Dieu”). Nel 2007, in occasione del IV centenario de L’Orfeo di Monteverdi, è stato maestro del coro nella produzione dell’opera a Mantova con la direzione di Roberto Gini.
Ha registrato quattro CD con il Requiem di Maurizio Cazzati, la Messa a tre cori di Giacomo Antonio Perti, i Mottetti a due e tre voci, op. III di Giovanni Paolo Colonna e la Missa “In illo tempore” di Claudio Monteverdi per le case discografiche Studio SM, Dynamic e Tactus.
Ha curato numerose revisioni critiche di musica italiana del XVII e XVIII secolo e pubblicato articoli di interesse musicologico. È autore di composizioni sacre e liturgiche.
È docente di organo presso la Scuola diocesana di musica liturgica di Bologna. Nel 2003 è stato assistente di Bernard Fabre Garrus nel corso dell’ultimo stage italiano dell’Ensemble “A sei voci”. Nell’estate 2007 ha tenuto il corso di musica d’insieme vocale e strumentale nell’ambito di “Feudarmonico - Musica Antica a Corinaldo (AN)”.  è stato chiamato a far parte della della commissione giudicatrice del 1° Concorso internazionale di Composizione Sacra Liturgica indetto da Creator - Faenza Musica Sacra.

ENSEMBLE D.S.G
Ensemble D.S.G.
L'Ensemble D.S.G. (Deo Soli Gloria) è un complesso vocale e strumentale composto da giovani musicisti impegnati nello studio, nella riscoperta e nell'esecuzione del patrimonio musicale inedito del barocco italiano. L'attività dell'ensemble, nato nel 2000, è legata in particolar modo a Bologna ed alle sue gloriose istituzioni musicali, fra le quali figura, in primo luogo, la Cappella di S. Petronio. Ai Maestri di tale scuola è dedicata in particolare la programmazione concertistica del gruppo, che ha riproposto in prima esecuzione moderna pagine di Maurizio Cazzati, Giovanni Paolo Colonna, Giacomo Antonio Perti, accanto ad opere di autori quali Claudio Monteverdi, Alessandro Scarlatti, Antonio Vivaldi, George Friedrich Händel.
Apprezzato per l’accurato lavoro di ricerca ed esegesi delle fonti, il continuo  approfondimento della prassi esecutiva storica, la scelta mirata del repertorio, l' Ensemble D.S.G. ha collaborato con alcuni fra i più accreditati interpreti del repertorio rinascimentale e barocco (Ensemble Concerto, dir. R. Gini; Accademia Bizantina, dir. O. Dantone; A sei Voci, dir. B. Fabre - Garrus) e partecipato a festival italiani ed esteri (“Musica insieme”, Bologna; “Organi Antichi”, Bologna; “Angelica”, Bologna; “Centro della Voce”, Bologna; “Notti malatestiane”, Rimini; “Festival Letteratura”, Mantova; “Trento Musica Antica”; “Festival de Sablé-sur-Sarthe”; “Scènes de Pays dans les Mauges”; “Festival de La Chaise Dieu”).
L’Ensemble ha inciso il Requiem di Cazzati con l’ensemble A sei voci diretto da Bernard Fabre - Garrus, il Vespro della Beata Vergine e la Missa in illo Tempore di Monteverdi con l’ensemble Concerto, la Messa à 3 cori di Perti e i Mottetti a due e tre Voci, Op. III di Colonna.  Nel 2007 l’Ensemble D. S. G. ha partecipato alla produzione de L’Orfeo di Monteverdi al teatro Bibiena di Mantova, in occasione delle celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario dell’opera.

CORO DELLA CAPPELLA MUSICALE ARCIVESCOVILE DELLA BASILICA DI
SAN PETRONIO
Coro della Cappella Musicale Arcivescovile di San Petronio
La Cappella Musicale Arcivescovile di San Petronio riveste un ruolo di primaria importanza nella vita religiosa e artistica Bolognese; essa rende, grazie all’intensa attività di animazione liturgica e concertistica, un’eloquente testimonianza della gloriosa tradizione musicale cittadina.
Le origini della Cappella Musicale risalgono al 1436, allorché una bolla di papa Eugenio IV ordina l’istituzione di una Schola, ove i chierici si istruiscano nella grammatica e nella musica. Nel giro di un secolo, grazie innanzitutto alla sapienza ed al prestigio dei Magistri chiamati a reggere tale istituzione, si stabilisce un organico adeguato all’esecuzione della polifonia nelle tipiche forme rinascimentali; nel 1530, sotto la direzione di Giovanni Spataro, la Cappella solennizza, assieme ai cantori imperiali e pontifici, l’incoronazione di Carlo V. Nella seconda metà del secolo XVI il magistero di Andrea Rota introduce l’uso veneziano dei cori battenti, che verrà assimilato dalla scuola bolognese, tanto da diventarne cifra stilistica; agli inizi del Seicento, la Cappella si avvicina all’estetica barocca sotto la direzione di Girolamo Giacobbi.
Il secolo d’oro della scuola di S. Petronio si apre nel 1657, allorché Maurizio Cazzati viene eletto Maestro di Cappella e riorganizza l’intero apparato musicale della Basilica. Dotata di un organico più moderno ed efficiente, la Cappella si cimenta nel più monumentale stile concertato, di cui Bologna diverrà uno dei centri d’elezione. La scuola bolognese, dopo aver perseguito un armonioso sincretismo fra le tendenze di matrice romana e veneta, presenta ormai tratti originali: l’estrema perizia contrappuntistica; il gusto per la cantabilità; la scrittura strumentale virtuosistica e vivace; la timbrica piuttosto varia, che vede sovente affiancarsi agli archi lo squillo eroico delle trombe; l’ architettura compositiva basata sul contrasto e sulla spazialità, dunque di forte impatto drammatico.
Con i successori di Cazzati, Giovanni Paolo Colonna e Giacomo Antonio Perti, il linguaggio locale raggiunge la perfetta definizione. Le lettere e le cronache della fine del Seicento testimoniano la grandiosità e la qualità delle esecuzioni musicali in occasione delle principali feste religiose all’interno della Basilica, prima fra tutte quella del patrono, allorché, con la partecipazione di musici forastieri, alla funzione potevano partecipavate fino a 180 musicisti fra coro e orchestra. Fra il XVII e il XVIII secolo, la scuola di S. Petronio contribuisce alla nascita delle nuove forme strumentali: si afferma qui il concerto grosso, la cui paternità è contesa fra Roma e Bologna, ma che certamente fa la sua prima comparsa in un’edizione a stampa con l’opera VIII di Giuseppe Torelli, 1708; un tale fervore sperimentale è reso possibile dalla collaborazione con strumentisti del calibro di Petronio Franceschini, Domenico Gabrielli, Giuseppe Jacchini, Giovan Battista Vitali, Giuseppe Torelli, Francesco Manfredini, tutti impiegati in diverse annate nell’orchestra della Cappella. Anche sotto il lunghissimo magistero di Perti, la Cappella è presente a tutti i più importanti avvenimenti cittadini: nel 1722 canta una Messa Solenne alla presenza di Giacomo III Stuart e di Clementina Sobiewsky; nel 1740 intona il Te Deum per l’elezione del Cardinal Lambertini al soglio pontificio. La serie dei Maestri di Cappella riprende da Don Giuseppe Carretti per addentrarsi nel secolo XIX, in cui la Cappella attraversa un’inesorabile fase di decadenza, fatalmente legata all’imbarbarimento della musica sacra occorso in Italia nel secolo del melodramma romantico.
Dopo essersi lentamente disgregata negli anni venti del secolo scorso, la celebre istituzione è stata ricostituita nel 1984 da Monsignor Dante Benazzi, Primicerio del Capitolo di San Petronio, che ne ha affidato la direzione a Sergio Vartolo. La Cappella è dunque rinata nel segno della piena continuità con la propria illustre tradizione, ponendosi come obiettivo primario la valorizzazione, tanto in ambito liturgico quanto in quello concertistico, dell’ingente patrimonio musicale conservato nell’archivio della Basilica bolognese. Fondamento dell’approccio interpretativo sono lo studio accurato delle fonti, l’approfondita coscienza della prassi esecutiva, la collaborazione con artisti specializzati nell’esecuzione della musica antica e l’adozione di strumenti originali. Al 1993 risale la fondazione della Schola, un complesso vocale più ampio, seguito fin dalla sua fondazione da Federico Salce. Nel 1996 il Cardinale Giacomo Biffi ha decretato Arcivescovile la Cappella di San Petronio; nel 1998 la direzione è passata a Federico Salce, prematuramente scomparso nell’agosto del 2002. Dal 2006 la carica di Maestro di Cappella è affidata a Michele Vannelli.
Ogni anno, in occasione della festa del Patrono, nella Basilica bolognese si tiene un concerto, appuntamento ormai tradizionale per l’intera cittadinanza, che apre la stagione di Musica Insieme. Nei suoi vent’anni di storia recente la Cappella Musicale di S. Petronio è stata protagonista di memorabili esecuzioni in Italia e all’estero: la Messa a otto voci di Perti (1986), i Vespri di San Petronio di Colonna (1987), L’oratorio “Gesù al Sepolcro” di Perti (1990, ripreso a Venezia, a Milano per il Teatro alla Scala e al Festival de La Chaise-Dieu in Francia), il Magnificat di Bach (1995), il concerto “Sacrae Symphoniae” dedicato a musiche policorali (2000). Nel 2006, in occasione del 250° anniversario della morte di Giacomo Antonio Perti, è stata eseguita e registrata la Messa a dodici voci in tre cori e orchestra del compositore. A queste produzioni hanno partecipato e partecipano regolarmente artisti fra i più accreditati nel repertorio barocco: oltre a Liuwe Tamminga, organista titolare della Basilica, Anna Caterina Antonacci, Gloria Banditelli, Cristina Miatello, Carmela Remigio, Alessandro Carmignani, Claudio Cavina, Mario Cecchetti, Gabriele Cassone, Fabio Biondi, Marc Minkowsky, solo per citarne alcuni.
Oltre alle tournées in Austria, Cecoslovacchia, Francia, Malta e Portogallo, la Cappella vanta un buon numero di incisioni discografiche per Harmonia Mundi France, Naxos, Tactus e Bongiovanni.