macinanti

Generalmente all’estero si è invitati a suonare un anno per l’altro; a volte anche due anni prima se non tre. Si accetta inconsciamente senza pensare che sono distanze lunghe: cambiano molte cose in un anno e le certezze sono solo un brivido. Poi l’anno passa, la proposta resta immutata e le condizioni stabilite sono sempre quelle. Da noi invece, organizzare una rassegna come questa è un salto nel buio. Appena si è in grado di sperare che ancora una volta il paracadute si possa aprire, ci si lancia e questa ombra di sicurezza comincia ad apparire appena due o tre settimane dall’inizio della programmazione. Si fa affidamento sugli amici che generosamente ci sostengono e in particolar modo vogliamo ringraziaredi cuore Emilsider e J-Invest. Si confida che i comuni della Provincia possano essere ancora fedeli all’antico patto stabilito per dare voce agli strumenti storici che custodiscono e riunire un grande pubblico nell’ascolto di intepreti di livello. Si spera che arda sempre nelle comunità il desiderio di tenere in vita una delle più belle e durature realtà del mondo organistico italiano che ha in sé valori di arte, cultura, fede e bellezza che fanno dell’organo lo strumento definito da Girolamo Cardano nel De Musica come «assoluto, dolcissimo, giocondissimo, potentissimo e nobilissimo». Il nostro desiderio si è avverato anche questa volta, per la ventinovesima volta. E ancora, dove le istituzioni hanno disertato per indifferenza o per quella «crisi» che misteriosamente pare divorare solo le cose utili e belle, varie comunità hanno espresso la volontà che questa avventura debba continuare facendo fronte alle nostre necessità economiche della programmazione. Questo ventinovesimo viaggio lo abbiamo affidato a giovani donne. A loro vorremmo affidare anche il mondo organistico italiano un mondo stanco, pieno di incertezze, di compromessi, sempre più inattuale e spesso ignorato da coloro che dovrebbero esserne i custodi, perché con la loro bravura e determinazione, col loro rifiuto della mediocrità, possano infondergli vita, luce, fantasia, calore. Abbiamo consolidato il rapporto di collaborazione con la più importante Istituzione musicale cittadina – il Conservatorio «Giovanni Battista Martini» - che ancora affiancheremo nell’organizzazione della prestigiosa «IV Settimana Organistica». Appuntamenti importanti ci attendono: le master-class, i seminari, i concerti al Collegio di Spagna e in Sala Bossi (con l’improvvisazione organistica nel corso della proiezione del Nosferatu di Murnau e il concerto di due prodigiose giovani organiste) e l’inaugurazione del restauro dell’organo Zanin di Sala Respighi. Per questo privilegio desidero ringraziare il Direttore Maestro Vincenzo De Felice e il mio valoroso collega e amico Maestro Marco Arlotti. Poi ancora la nostra consueta stagione che parte come ogni anno da Castenaso nel lunedì di Pasqua e termina a Granorolo alle soglie del Natale, snodandosi nei territori della pianura con programmi raffinati tra i quali non manca un omaggio al “divino” Claudio Monteverdi nel 450° anniversario della nascita e a Felix Mendelssohn. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che credono in questo progetto e che mi affiancano per realizzarlo: il Presidente dell’Associazione Adriano Orlandini, Mauro Pirini e Riccardo Galli che sono insostituibili collaboratori e Stefania Muraro, che riesce a temperare mirabilmente arte e aspetti amministrativi. Anche quest’anno quindi, offriremo al nostro pubblico un lavoro che per certi aspetti ha le caratteristiche dell’audacia, se non della follia. Il nostro voto è quello di poter partecipare della ricompensa additata da Cicerone nel Somnium Scipionis: «Uomini dotti, imitando il moto delle sfere con gli strumenti a corda e con il canto, si garantirono il ritorno in questo luogo, e come loro hanno fatto coloro che nella loro vita terrena affrontarono, grazie alle loro straordinarie capacità, argomenti divini»

Andrea Macinanti [direttore artistico]

 

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